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IL PARTENARIATO DI PROGETTO NON BASTA, SERVONO PARTENARIATI SOCIALI

26-11-2015 Categorie: Temi e proposte, Teu Tags: , , ,

Il laboratorio di coprogettazione di Roma 3  (Municipi X°, XI°, XII° e Fiumicino) ha iniziato a lavorare il 29 ottobre scorso, grazie alla partecipazione di ABIO (un’organizzazione di volontariato che opera in vari ospedali di Roma e di Viterbo), Movi (un’organizzazione di tutela dell’ambiente, riciclo ed economia circolare, che opera tra i municipi XII, XIII e XIV.), AEDUCA (che opera nel quartiere Magliana e si occupa di ambiente e protezione animali, in particolare di educazione ambientale nelle scuole, riqualificazione degli spazi verdi) e Centro Sociale Vincenziano (si occupa si assistenza sociale, in particolare senza fissa dimora. Opera in zona Prati).

Il ragionamento si è sviluppato su 3 livelli:

  • ambiti di intervento prioritari dell’area che il gruppo rappresenta;
  • definizione di un’area/territorio di interesse (quartiere, città, spicchio di città);
  • significato e senso del partenariato che collega territorio e ambiti di intervento;

Il cambio di passo rispetto ai comuni laboratori di progettazione, che si basano sulla risposta a un bando, è  “cosa vogliamo fare del e per il territorio?”. Il laboratorio ragionerà continuativamente su come attingere alle risorse per migliorare la qualità del territorio (sociale, ambientale, delle relazioni…).
Obiettivo del laboratorio di coprogettazione, infatti, non è fare un progetto su un tema in particolare, ma mettersi in relazione con tutti i soggetti che si preoccupano e si occupano di quel territorio, per realizzare nel tempo tante azioni, tanti microprogetti che puntano solo ad un obiettivo condiviso da tutti e ne costruiscono la sostenibilità e lo sviluppo. Insomma, ciò che si sta costruendo è un partenariato sociale, non un partenariato di progetto; un partenariato di territorio, di reti di associazioni che vogliono occuparsi costantemente di un territorio rispetto a degli ambiti attraverso dei progetti.

Il gruppo ha anche cominciato a individuare possibili azioni:

  • il ripristino dei locali abbandonati;
  • il recupero dell’artigianato;
  • il reinserimento lavorativo degli ultraquarantenni;
  • i laboratori di idee e cultura del riciclo per i giovani;
  • la riqualificazione di persone svantaggiate.

Resta l’impegno di coinvolgere maggiormente nel laboratorio le istituzioni e di condividere le risorse, per metterle a disposizione degli obiettivi comuni.

Scritto da: Redazione

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