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AGRICOLTURA EROICA: UN MODO PER FARE SVILUPPO SOCIALE PARTECIPATO

Domenica 29 maggio nelle campagne di Ripi, in provincia di Frosinone, si è pranzato all’ombra di una quercia centenaria nel boschetto adiacente al più grosso degli appezzamenti della provincia coltivati a grano del Senatore Cappelli: varietà di frumento dedicata al marchese abruzzese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d’Italia.
Il frumento Cappelli, alto circa 150-160 cm, tardivo e suscettibile alle ruggini ed all’allettamento, ebbe grande successo agli inizi del 900 grazie alla sua larga adattabilità, alla sua rusticità ed alla eccellente qualità della sua semola.

L’agricoltura eroica

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Il frumento Cappelli, coltivato in Ciociaria

La rete Res Ciociaria ha organizzato un incontro per condividere la realizzazione di un progetto di “Granaio Sociale”: la realizzazione di una rete di granai – perciò “Granaio Sociale” – cogestita da chi in quel territorio pratica la cosiddetta Agricoltura Eroica.
Il termine è stato coniato per definire quei produttori agricoli che, in regime di autoconsumo, si dedicano alla terra con passione e cura, mantenendo in vita culture e colture, a rischio di estinzione, con l’occhio attento alla qualità del loro prodotto e soprattutto alla biodiversità.
Nel progetto di agricoltura eroica sono stati coinvolti amici, contadini e rappresentanti delle istituzioni locali: i comuni di Ripi e Patrica, il Dipartimento di salute mentale della Asl di Frosinone, il Forum del Terzo settore, i Centri di Servizio per il Volontariato, associazioni ambientaliste del territorio, cooperative sociali e aziende private.
Tutti hanno ragionato, con grande pacatezza e ascolto reciproco, di analisi economiche, sociali, valutazioni ambientali ed ecologiche, turistiche, bioarchitettura ed espressioni musicali. Tutti consapevoli che stavano condividendo una ipotesi di economia sostenibile capace di valorizzare, con nuove capacità e responsabilità, i beni di cui la comunità dispone.

Lo sviluppo locale partecipativo

«Il grano non è solo farina, ma uno straordinario incontro tra istituzioni, cittadini e imprese», è stato detto come brindisi per una conclusione aperta al futuro. Un futuro fatto di sviluppo locale di tipo partecipativo che a Ripi sta muovendo i primi passi.
A partire dal coinvolgimento della comunità di contrada si sta puntando, ed è in fase avanzata, all’apertura del dialogo con le istituzioni e gli amministratori a cui si chiede di cambiare passo e sostenere, come attori comprimari, pari tra pari, e con interventi adeguati i processi di sviluppo locale.
agricoltura eroicaCos’è lo sviluppo locale di tipo partecipativo? Roman Haken – Direttore del Centro per la Comunità Organizzativa (CCO) di Moravia centrale, membro del Consiglio di governo ceco per le ONG, membro del Comitato economico e sociale europeo ( CESE ) Sezione specializzata Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente – riporta il parere del CESE sul tema: «Lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) come strumento della politica di coesione 2014-2020 per lo sviluppo locale, rurale, urbano e periurbano». E afferma che è un tipo di approccio che ha dato prova di efficacia ed efficienza come strumento per l’attuazione di politiche di sviluppo, riuscendo ad attivare e coinvolgere le comunità e le organizzazioni locali per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
«È un approccio che si rivolge ad un dato territorio di piccole dimensioni per promuoverne lo sviluppo sostenibile. Una combinazione di democrazia rappresentativa e partecipativa che può consentire alla società civile organizzata, ai cittadini di cooperare in partenariato con i rappresentanti della pubblica amministrazione». Riuscendo a tener conto dei punti di forza di un territorio e delle sue carenze, elabora una strategia di sviluppo come risposta ad esigenze reali. Acquista pertanto un’ importanza decisiva il coinvolgimento e la relazione tra amministrazioni locali e cittadini.
È in questo particolare percorso e metodo che il Gruppo di Azione Locale (GAL) assume il ruolo di perno in grado di riunire partner della sfera pubblica, del settore privato e del volontariato, e innescare tra loro e con loro il dialogo sull’orientamento da dare allo sviluppo del territorio.
agricoltura eroicaAltra importante caratteristica è il sostegno all’innovazione, che il metodo utilizza per creare nuovi processi, nuovi prodotti, nuovi mercati per garantire massima flessibilità ai gruppi locali.
Ovvio, a questo punto, che il coordinamento dei diversi settori – economico, sociale, culturale e ambientale – deve essere in grado di produrre una loro integrazione in progetti globali. Ecco perché viene data tanta rilevanza, in questo tipo di approccio, alla creazione di reti che facilitano fra l’altro lo scambio di esperienze tra i partecipanti.
Il punto focale dell’intero processo risulta essere cosi l’animazione di un territorio i cui abitanti sono informati e capaci di fondare sulla fiducia non solo lo scambio di idee, ma anche la elaborazione di progetti e ipotesi di sviluppo.
Diventa forse ora più chiaro, perché il tema centrale a cui punta l’intero sistema è la elaborazione di una nuova governance che ponga al centro dello sviluppo, non di un aumento del PIL, quanto piuttosto l’apertura di nuovi orizzonti dello sviluppo comunitario, a visioni di processi di sviluppo inclusivi solidali e sostenibili

Scritto da: Redazione

2 pensieri su “AGRICOLTURA EROICA: UN MODO PER FARE SVILUPPO SOCIALE PARTECIPATO

  1. avere l’attenzione di TEU è davvero molto, molto incoraggiante e soprattutto non fa sentire soli quando si aprono piste innovative sulla buona economia. Ma da adesso in poi so che saremo in tanti a non farci “rubare il futuro”.

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